Un memorabile carosello Arrigoni di Luigi Montaini Anelli (copywriter, direttore creativo e regista di spot), pubblicitario italiano con esperienza internazionale (anche in DDB). Da notare la differenza con lo spot precedente (sotto) molto meno americano e più italiano, con protagonista Claudio Villa. Prima c’era la rima e il motivetto da cantare, poi arriva l’insight (A scatola chiusa compro solo Arrigoni).
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Till, grazie. Ci hai riportato con questa mail ai valori che spesso dimentichiamo. One single idea. La corsa oggi dei giovani clientwebmarketingmanagers a chiedere per una pagina di facebook cazzate come intercettare uno storytelling considerando i paletti strutturali analizzando i singoli elementi e compattare la soluzione per arrivare ad un openrate da 30% a 50% con il call to action . Tu sai cosa è un openrate? L’ho saputo oggi pomeriggio. Fuffa. Invece quel ragazzo non ha mai potuto vedere Alkaseltzer. Peccato, almeno capirebbe che sta facendo danno a se e alla sua azienda. Michele
Di quei Caroselli, sono un diretto testimone. Nell’agenzia Troost Italia di cui Montaini era l’anima e il direttore creativo, io facevo il copy, in compagnia di Marco Vecchia e del tedesco Claus Harden. La prima serie fu realizzata da Guido Carracino, al quale subentrava poi Augusto Ciuffini (il padre della valletta Sabina Ciuffini) che con la sede londinese dalla N. Lee Lacy (forse allora la migliore casa di produzione di spot al mondo) coprodusse anche il Carosello qui linkato. Per una di quelle serie, Montaini mi mandò a Londra per imparare il mestiere di producer d’agenzia. Il casting, le location, la regia e il montaggio erano interamente inglesi. La chicca che non tutti sanno è che, nel “codino pubblicitario” finale, la parte del cuoco l’interpretò lo stesso Montaini.
Lacy era un ex ballerino di New York, diventato poi regista e produttore di enorme successo – per concludere la sua carriera come consulente per investimenti immobiliari:
http://www.dpecpartners.com/about/leadership/advisors/lacy_lee
Forse il suo spot più noto e celebrato è “Prison” realizzato per la Alka Seltzer. La fantastica idea creativa era dell’agenzia Jack Tinker & Partners:
L’interprete principale era George Raft, una star hollywoodiana di famosi crime movies che, alla fine della sua lunga carriera, ebbe anche una piccola parte (ovviamente di gangster) in “A qualcuno piace caldo”.
Till Neuburg
Ma lei è un’enciclopedia pubblicitaria vivente
Riguardo alle due anime, la cosa che a me dispiace è che abbiamo perso i riferimenti alla prima (quella anglosassone, che negli anni a cavallo fra i ’70 e gli ’80 è stata recepita nel modo migliore) e perso la coscienza della seconda (quella italiana, da sempre presente).
L’importante è non essere “un’enciclopedia pubblicitaria” morente.
Riguardo le due anime della pubblicità italiana, mettiamoci l’anima in pace: quella anglosassone è in mano ai CEO che si trastullano nella Borsa, quella nazionale sopravivacchia con le commedie all’italiana da 30 secondi.
Magari prendessero il meglio dalla commedia all’italiana. Il problema è che il riferimento è solo di maniera.