Italiani ed europei visti da Bruno Bozzetto.
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Non si tratta di “riconoscerli”, ma di codificarli e confrontarli, in puro stile Bagaglino, con i comportamenti degli altri europei. Per contro, seguendo lo schema di Bozzetto, i tedeschi sarebbero un popolo di Strurmtruppen inflessibili, obbedienti, super-organizzati, ubriaconi, che mangiano troppi grassi, vestono da cani e amano ballare sui tavoli. Sono tutte cose un po’ vere, un po’ esagerate, semplicistiche, schematiche, riduttive. Ciò che tu chiami “vezzi”, Bozzetto li descrive e li bolla come comportamenti nazionali, fissi, antisociali. Con gli stessi criteri sommari, potremmo prendere per i fondelli le donne, i meridionali, gli anziani, i dipendenti pubblici, i vegetariani, gli atleti, i religiosi, i pubblicitari. In ciascuno di questi gruppi, possiamo individuare dei comportamenti tribali, imitativi, di identificazione, ma anche di scoraggiamento od opportunismo. Io, che ho una certa età, posso invece tranquillamente confermare che, per esempio, oggi il comportamento nel traffico degli italiani è nettamente migliorato rispetto a qualche decennio fa. Lo stesso vale per le file agli sportelli, il silenzio nelle sale cinema, il modo di parlare nei luoghi pubblici.
Piuttosto che sottolineare – e con ciò, ufficializzare – i comportamenti deprecabili di gran parte dei cittadini, perché non mandare in rete dei video dove si mostra (e dimostra) che, per esempio, gettare per strada le confezioni vuote delle sigarette, tutti siamo costretti a spendere un sacco di soldi in più per mantenere puliti questi luoghi. Concludo: educare, divulgare, dimostrare, mi sembra più utile che raccontarci per l’ennesima volta la vecchia storia che siamo un popolo di “inguaribili” individualisti, egoisti, cialtroni. Perché inguaribili? Se proprio vogliamo usare la satira animata, facciamolo non contro gli italiani tout court, ma individuando i numerevoli e tragici esempi che generano, confermano e giustificano i comportamenti antisociali. Flavio Briatore, D’Alema, Balotelli, Mastella, Scilipoti, Rutelli… per non parlare della cosiddetta casta (non solo politica, ma anche quella del giornalismo, dello sport, dello spettacolo, della finanza) che ogni giorno dell’anno ci insegna con i fatti, come NON ci si deve comportare.
Non ho mai parlato di italiani come un popolo di individualisti egoisti e cialtroni. Al contrario, il blog potrebbe esserne considerato un’apologia. E non sono d’accordo sull’ultima parte della tua risposta, quei ‘tragici esempi che generano, confermano e giustificano i comportamenti antisociali’. Penso che la causa vada trovata altrove, magari ignorando meno il nostro passato (tempo fa ho postato questa intervista, anche lui generalizza ma non in stile Bagaglino: http://italicsblog.com/2012/05/29/italiani).
E a proposito della casta: http://www.camilloblog.it/archivio/2012/06/28/la-casta-siamo-noi/
Sebbene sia amico personale di Bruno, per me questo video (ormai vecchiotto) è qualunquista e razzista oltre ogni limite. Mancano solo i mandolini, la pizza, Sofia Loren e Casanova. Inoltre, il disegno e le animazioni sono di una bruttezza praticamente insuperabili. Peccato, perché nell’animazione tradizionale, Bozzetto aveva fatto alcuni lungometraggi eccezionali.
Concordo sulla bruttezza delle animazioni e sulla bellezza di altri lungometraggi (bella la serie del signor Rossi). Ma non sul qualunquismo e sul razzismo. Il video coglie molte verità, anche se si sofferma solo sui difetti.
Manuele, pensa a una roba così, pensata e animata, sui tedeschi, gli svizzeri, gli americani, i giapponesi. Scegli tu. Difetti, stupidaggini, limiti, presunzioni, e spesso anche autentiche atrocità culturali, sociali e comportamentali, le troveresti a centinaia anche lì. Non voglio assolutamente sminuire le schifezze, gli opportunismi, le viltà, gli egoismi, che ci sono in Italia. Ma, dal punto di vista dei costumi, se posso usare parametri altrettanto superficiali e denigratori, non scherzano nemmeno i crucchi, gli sfitseri, gli yankee, i musi gialli.
Su questo non c’è dubbio. Ma riconoscere i vezzi di un popolo non è ne denigrazione ne razzismo. E’ un esercizio che noi italiani dovremmo imparare a fare senza scivolare nell’autodenigrazione o in particolari timori.